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Bando Telelavoro - Azione positiva 2010/2011




Il progetto telelavoro dell’Università di Verona è stato elaborato nelle sue linee essenziali dal Comitato per le Pari Opportunità come sperimentazione di azione positiva che integra gli scopi previsti dalla normativa di razionalizzazione dell’organizzazione del lavoro e di realizzazione di economie di gestione con le esigenze di flessibilità della prestazione dei lavoratori, al fine di ottemperare all’obbligo, posto a carico delle Amministrazioni Pubbliche dalla legge n. 125 del 1991, di elaborare e attuare piani di rimozione delle disuguaglianze di fatto nel mondo del lavoro e di conciliazione tra vita familiare e vita professionale.

Il telelavoro è rientrato nei piani triennali di azioni positive, denominati IRIDE, emanati dall’Università di Verona per il 2000/2003 e per il 2005/2007. Partito nel 1999 da sperimentazioni limitate per numero di partecipanti e periodi di attuazione, il progetto ha visto coinvolte 18 persone per la fase 2006/2007 - e ne conta altrettante nella fase attuale - che hanno avuto l’opportunità di lavorare in remoto fino a tre giorni settimanali.

L’accesso ad ogni fase annuale di telelavoro prevede la compilazione di un questionario da parte dei dipendenti interessati, che consente di stilare una graduatoria in base a criteri stabiliti e dichiarati di anno in anno (svolgere mansioni telelavorabili, avere figli al di sotto dei 12 anni d’età, svolgere lavoro di cura). L’accesso al lavoro in remoto avviene sulla base del punteggio ottenuto e della disponibilità manifestata dal dirigente responsabile della struttura di appartenenza.

Dopo dieci anni dalla nascita del telelavoro, stante il sempre maggior numero di dipendenti interessati e il crescente interesse da parte di responsabili di struttura, l'Ateneo si dirige verso una stabilizzazione del telelavoro come modalità organizzativa funzionale alle esigenze delle strutture amministrative, tecniche e di ricerca; integrata nelle varie realtà lavorative, gestibile in autonomia, misurabile e valutabile tramite opportuni strumenti di monitoraggio.

Si estende questa pratica oltre l’azione positiva ad una più ampia pluralità di soggetti, come si è iniziato a fare dal 2006 con il progetto “Mobilità Sostenibile” che risponde alle esigenze dei dipendenti che risiedono lontani dal luogo di lavoro. Il progetto permette di limitare gli spostamenti casa-lavoro consentendo un risparmio di tempo e riducendo l'uso di veicoli a motore. Altre iniziative sono state intraprese da singole strutture dell’Ateneo che autonomamente hanno finanziato ed organizzato progetti per i propri dipendenti.

Il Comitato per le Pari Opportunità, che in questi ultimi anni si è molto adoperato per garantire una sempre maggior trasparenza ed equità nei criteri di accesso, pur continuando a prestare la propria collaborazione, ha trasferito, a partire dall'A.A. 2008/09, la gestione del Progetto di telelavoro alla Direzione Personale, che, dopo aver istituito apposita professionalità in organico, si occupa delle modalità organizzative e dei criteri di accesso con le Autorità accademiche, i dirigenti interessati, le parti sociali.


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