Concerti
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Concerto dedicato a Bach
I legami tra musica e matematica sono l’ elemento portante del concerto dedicato a Bach. Sulla base del libro di Douglas Hofstadter viene proposta sabato 31 gennaio ore 21.00 a Palazzo Forti un’esecuzione tratta da “L’arte della Fuga” di Johann Sebastian Bach, eseguita dall’Accademia Strumentale Italiana, noto gruppo veronese di viole da gamba.
L'Arte della Fuga (Die Kunst der Fuge), BWV 1080, è un'opera incompiuta e postuma di Johann Sebastian Bach composta negli anni 1748-1749 e pubblicata dopo la sua morte avvenuta nel 1750. L'opera contiene quattordici fughe e quattro canoni. È opinione comune che l'intera opera sia sicuramente una raccolta contrappuntistica tra le più articolate mai composte. Nei contrappunti dell’arte della fuga, Bach sviluppa tutte le possibilità di elaborare il materiale tematico per tutte le fughe.
Accademia Strumentale Italiana
L'Accademia Strumentale Italiana nasce a Verona nel 1981 con l'intento di ricreare l'atmosfera di antiche ed illustri accademie. Il repertorio è quello della musica vocale e strumentale fra Rinascimento e Barocco, cui gli esecutori si accostano con rigore filologico divenuto ormai irrinunciabile, ma non per questo incompatibile con un modo di comunicare in musica rivolto al presente. I suoi componenti, tutti conosciuti specialisti nel campo della musica antica, suonano inoltre abitualmente con alcuni dei più prestigiosi ensemble europei, quali Amsterdam Baroque Orchestra, Hesperion XXI, LaReverdie, Il Concerto Palatino, l'Europa Galante ed altri ancora. Alberto Rasi ha assunto dal 1991 la direzione musicale del gruppo il cui nucleo è costituito oggi da un piccolo complesso di viole da gamba e liuto cui si aggiungono di volta in volta artisti ospiti per la realizzazione di programmi più vasti.
Link e schede Programma del Concerto di Bach, sabato 31 gennaio Accademia Strumentale Italiana (sito esterno) Discografia Accademia Strumentale Italiana (scheda)
Concerto Jazz. Feet of Mud
Sabato 31 gennaio al Teatro Camploy alle ore 21,00 si terrà un concerto jazz dal titolo Feet Of Mud con Francesco Ronzon, Federico Squassabia alle tastiere, Stefano Senni al contrabbasso, Francesco Cusa alla batteria. Ospite speciale della serata sarà Francesco Ronzon, alla chitarra elettrica.
Feet of Mud
I Feet Of Mud sono un trio nato nel gennaio dell’anno
scorso e formato, oltre che da Stefano Senni (contrabbassista
di origini marchigiane ma da anni attivo nel Veronese), da Federico
Squassabia alle tastiere e Francesco Cusa alla
batteria. La loro musica è fatta di dialoghi improvvisati incorniciati però
da parti scritte coniugando il rock, il jazz e una sorta di psichedelia
minimalista che potrebbe addirittura ricordare alcune cose dei primi Pink
Floyd.
Di gestire questo complesso mondo musicale si è incaricato Federico Squassabia,
musicista ventottenne che ha collaborato sia con artisti della nuova avanguardia
jazz italiana (Danilo Gallo, Beppe Scardino o Federico Scettri) sia con
musicisti più assimilabili alla scena rock italiana che si sono distinti
per una personalità di un certo spessore come Emidio Clementi, Cristina
Donà, Frankie Hi Energy, Mauro Ermanno Giovanardi o Roy Paci dal quale
è stato coinvolto in numerosi progetti tra cui la Chansong Orchestra che
reinterpreta in chiave jazz alcuni temi dell’indie rock italiano. Il batterista
siciliano Francesco Cusa è uno dei “nomi” del nuovo jazz creativo italiano.
E’ membro di formazioni con Cristina Zavalloni, Michel Godard, Gianni Gebbia,
Roy Paci e tanti altri. Stefano Senni attualmente fa parte della nuova formazione
di Enrico Rava, ma ha suonato anche con Anthony Coleman, Roberto Gatto e
Chris Speed. Ospite speciale della serata, che renderà unico questo appuntamento,
sarà il chitarrista Francesco Ronzon (Napoli 1966). Insegna
antropologia all’Accademia di Belle Arti “G. B. Cignaroli” di Verona e ha
tenuto vari seminari in altre Università, tra cui il Politecnico di Milano.
È autore di vari libri sul nesso tra estetica e cognizione. È tutor nazionale
di “improvvisazione creativa” presso il Modern Music Institute. Ha suonato
con Pierre Favre, Staffan Mossenmark e Riccardo Luppi. Si è esibito e ha
tenuto seminari presso il Uan, Ciù, Free Jazz festival (Olbia). J.A.S. (rassegna
di Jazz, avanguardia e sperimentazione musicale), Galleria Civica di Arte
Contemporanea (Trento) e in varie edizioni di VeronaSounds. Si interessa
di club culture sperimentale (techno, D&B, Free Funk), paesaggi sonori e
improvvisazione radicale. Nel concerto al Camploy i Feet Of Mud presenteranno
tra l’altro il primo e unico cd dal titolo omonimo, uscito l’anno scorso
per l’etichetta indipendente Improvvisatore Involontario.
Ingresso: euro 7